Voglio essere un bambino!



Maggio.
Tempo di bilanci. A maggio, buona parte di ciò che ci tiene occupati durante i mesi invernali, finisce.
O per lo meno si avvia verso la fine...

Finiscono i corsi di nuoto, quelli di danza. Finisce il catechismo, finisce il corso di chitarra, ci si prepara al gran finale tra saggi, pagelle e gare sportive.
Maggio è lì che ti aspetta dal primo gennaio quando hai fatto tutti quei buoni propositi convinto che avrai il tempo per metterti in pista, e per mantenere le promesse fatte.

Maggio.

Tempo di verifiche, tempo dedicato al tirare le somme.
Un tempo dedicato anche alla riflessione.
Le scuole sono molto brave in questo senso. Grazie all'aiuto di esperti prendono per mano noi genitori e ci conducono verso mondi difficili da esplorare: ti obbligano a guardarti dentro per capire che genitore sei, cosa stai facendo, in che direzione ti muovi.
Lo spunto per questo post viene proprio dalla scuola materna di mia figlia.
Accolgo con piacere l'invito della nostra coordinatrice che ha reclutato tutti i genitori dei bambini grandi uscenti per scrivere loro una lettera.
Una lettera che racconterà loro quali sono i sogni , le speranze, gli auguri che un genitore desidera fare ad un bambino in procinto di entrare alle scuola primaria.

Una cosa strizza stomaco, insomma!

Non vi racconterò cosa è emerso insieme agli altri genitori, e nemmeno cosa abbiamo scritto ai nostri figli. La serata della festa deve ancora arrivare ed io non voglio rovinare la sorpresa a nessuno.
Però ecco... questa serata mi è servita tanto per capire quali sono le cose belle, quali sono le cose di cui ha bisogno un bambino.
Questa serata passata in compagnia di altri genitori mi è servita a guardarmi dentro, ad osservarmi in tutti i gli errori commessi. A sentirmi così piccola da rendermi conto di quante volte posso aver sbagliato come genitore.
E alla fine mi è servita a sentirmi estremamente umana. 
Ho pensato a tutte le volte che ho sbagliato con le mie figlie ed ho capito quanto, ogni giorno, la stanchezza, il nervosismo, il peso delle responsabilità, siano dei pessimi alleati per una presenza sempre serena e a misura di stereotipi...

Sono corsa a casa, le ho osservate giocare durante il giorno e poi, la sera, le ho guardate addormentate nella loro cameretta ed infine mi sono chiesta, sulla base delle mie mancanze, quale sarebbe la risposta se dovessi chiedere loro: "come si fa ad essere un bambino"?
Ovvero...
Quali sono i diritti che i bambini desiderano rivendicare perché, molto spesso per eccesso di amore, noi genitori non sappiamo comprendere fino in fondo le loro necessità?

Questo è quello che ho pensato partendo dal nostro vissuto e dalle mie "mancanze  per amore"















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